Autobiografia Bruce Dickinson

 

Qui è riportata la traduzione della biografia scritta dallo stesso Bruce Dickinson, contenuta nell'album The Best Of Bruce Dickinson.

Bruce Dickinson Biography by Bruce Dickinson!
 

L’inizio della mia carriera da solista fu un piacevole incidente.

Mi è strano pensare alle varie reincarnazioni di gruppi, di album e cambiamenti musicali, paragonando le  percezioni che io ebbi in quel tempo con quelli della stampa, con il pubblico, e persino con il mio manager.Il termine “successo” è molto soggettivo sebbene nel brutale mondo dell’industria musicale è facile, e qualche volta erroneamente, identificarlo con la vendita.

Così mi permisero di guadagnare scrivendo una canzone per il film “Nightmare on Elm Street” (in Italia, Nightmare 5 ndr.). Un divertente incidente produsse una canzone che diverrà tra le numero uno degli Iron Maiden (“Bring You Daughter…To The Slaughter” ndr.) e nella modificazione l’originale fu soppressa. L’originale ora appare come testa di serie nel CD 2 del Best Of. E’ stata accolta con molto entusiasmo dalle persone che ora l’ascoltano, comunque, mi hanno offerto di fare un album da studio – lungo come le canzoni che avevo… “Io ho delle canzoni o no?… beh, non esattamente, non immediatamente pronte.” Janick Gers e io scrissimo “Tattooed Millionaire” nel parapetto della sua casa di Hounslow, sotto la pista di decollo dei jumbo. Questa scritturazione ci occupò due settimane, con la title track come ultima arrivata. L’album fu un grande successo a livello commerciale ma ricevette solo critiche. Molti dissero che questa fu una sorte di sfida agli Iron Maiden, la quale però non è mai esistita ne pensata. Questo fu, in verità, un divertente album che ho potuto creare insieme a un po’ di miei colleghi… bene… noi ci riuscimmo.

Quando arrivò il tempo di un secondo album iniziai a dar sfogo alle mie “vene” compositive, in modo abbastanza spensierato, e scrissi con Myke Gray della band Skin a.k.a Jagged Edge. I risultati furono un miscuglio di generi, il quale non fu per forza una riflessione sui miei collaboratori.
Rod Smallwood mi consigliò di andare a parlare con Keith Olsen, che ha curato a David Coverdale la produzione e la registrazione di un album che fu un enorme successo in America. Io scappai a Los Angeles tenendo stretto il mio carico di due demo tapes. E’ chiaro che analizzando il nastro non era un lavoro pronto per funzionare. Proposi di registrare di nuovo un intero album, e riscrivere ogni cosa dall’inizio, e prendere una nuova radicale direzione, lontano dalla “grande aria metal” e dei clichés degli anni ’80 verso qualcosa di cupo, pauroso, gioioso, intenso…eccetto…Non ero completamente sicuro di quello che facevo.
 

Questo fu un momento terrificante. Io ho sempre avuto fiducia in me stesso, malgrado il mio gusto per i ridicoli pantaloni e l’attraente mickey, è stato come avere sempre qualche brandello di creatività. Eccomi ora a nuotare nella colla delle mie scelte. Ho trovato in questo una dura prova difficile da superare, così ho iniziato il secondo album scrivendo testardamente in quell’annata determinato nel voler sradicale quel blocco che fermava la mia creatività.

Ripensandoci ero bloccato in un cerchio di auto-mutilazione che nessuno, altrimenti, avrebbe capito in tempo. Ero molto a disagio a causa dell’auto-stima che mi è stata data visto che ero degli Iron Maiden. Sentii di non meritare questo scontato “rispetto”. Me lo devo guadagnare. In due modi. Primo, imparando a pilotare un aereo, secondo lasciando gli Iron Maiden.

Finii l’album che dovevo dare a Keith Olsen a tutti i costi, specialmente considerando che ne avevo già registrato uno l’anno scorso. Francamente, non ne ero soddisfatto. Nel profondo del cuore sapevo che non era un buon lavoro e morso da questo ero molto imbarazzato, ma con questo ho raccolto qualcosa di buono, e questo qualcosa era contenuto in una canzone intitolata “Tears Of The Dragon”.

La cosa migliore riguardante questo album comunque è stata, ero andato a vedere una band chiamata The Tribe of Gypsies e trascorsi una domenica pomeriggio con il loro chitarrista Roy Z. Quando sentii il primo lavoro dei Tribes, che mi “picchiava su un fianco” e quando iniziai a scrivere canzoni con Roy conobbi la strada per il terzo album.

Inizialmente proposi di utilizzare quattro canzoni scritte con Roy per rimpiazzare qualcosa del discutibile materiale dell’album destinato a Keith Olsen. Alcune delle tracce erano OK e effettivamente interessanti, ma ,con sorpresa, mi accorsi di aver già prodotto un intero nuovo album con Roy. La sola canzone che lasciai fu “Tears Of The Dragon”. Ho preso in prestito i Tribe of Gypsies nel loro complesso portandoli a Londra.

Balls To Picasso” fu lanciato dal singolo “Tears Of The Dragon”, che diventò un enorme successo in Sud-America ed ebbe un buon risultato anche in Europa. Questo ci richiedette di spendere un po’ di tempo per gli affari in  USA i quali furono risolti con una canzone extra, “Shoot All The Clowns” su ordine dell’etichetta americana. Ebbi quindi tre giorni per scrivere una canzone che accontentasse la Mercury Records. Mi trovai una cassetta del album degli Aerosmith “Rocks” infilata sotto la porta della mia camera del hotel. Un bigliettino adesivo attaccato dall’ufficio della Mercuri’s A&R con su scritto “ qualcosa come questo lo consideriamo buono…”

Registrai la canzone e presi il “red eye” per New York, sorrise dolcemente e bloccò il mio volo immediatamente con nulla di fatto… mi misero sotto contratto per due mesi e poi scacciato quando la casa discografica ebbe bisogno di licenziarmi per mezzo dei loro contabili. Ouch!

Sentendomi meglio decisi di creare una band. I Tribe of Gypsies ora hanno si stanno occupando di commercializzare un disco, che è totalmente degno di essere grande, così io non posso collaborare con loro per i miei progetti.

Trovai un chitarrista chiamato Alex Dickson, un appassionato scozzese pieno di passione e idée, e ho preso la strada degli spettacoli acustici.

Alive In Studio A” e “Skunkworks” arrivarono entrambi perché furono registrati con la stessa band e furono parte della stessa composizione. La mia idea fu di creare una band chiamata “Skunkworks”. David Bowie provò la stessa cosa con “Tin Machine”. Questo però non succedette per entrambi nessuno dei due concluse questo progetto.

Nel caso voi pensaste che “Skunkworks” fu di conseguenza uno spreco di tempo vi assicuro che non lo fu. Imparai un enorme parte di me stesso con questo album. Mi divertii parecchio, e pensai anche di abbandonare la mia carriera musicale.

“Skunkworks” fu un punto molto basso in termini di carriera, successo commerciale, tutto ciò lo ricordo teneramente, e mi piace ancora molto questo album. Quando uscì “Skunkworks”, prodotto da Jack Endino, osservai che “fare questo album fu come cucire insieme il mostro di Frankestein” e il tutto fu dovuto alle disparate visioni musicali di noi quattro.

L’assemblamento di Frankestein si chiarì poco dopo e ancora affermo che questi “arti” sono tutt’ora miei buoni amici.

Roy Z. terminò l’accordo che aveva con il suo contratto discografico. Disse che io volevo fare un album metal. Io dissi che non ci stavo pensando e ero interessato a qualcosa di più. Mi suonò per telefono una traccia base, e immediatamente decisi.

Andai a Los Angeles il giorno dopo e scrissi circa mezzo album in cinque giorni. Nessuno realmente avrebbe scommesso una merda su cosa io potessi fare musicalmente a questo punto. Riscoprii il puro divertimento e feci questo immediatamente. Chiesi ad Adrian Smith di suonare un paio di canzoni. Lui fece l’intero album. Fin’ora mi impegnai, “Accident Of Birth” potrebbe essere l’ultimo album che io mai farò, così devo fare pure questo bene. Il seguente “Chemical Wedding” ricevette un grande successo critico e accellerò le vendite subito dopo “Accident Of Birth”.

Il quale ci porta al giorno d’oggi, e un "The Best Of..."con due nuove canzoni nel Cd uno. E giusto un pochi inediti o rare canzoni nel cd due.
 

“Può darsi sia il tuo destino vivere in periodi interessanti”

Vecchio proverbio Cinese

 

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